Il calore dei ricordi

Magari a volte tutto quello che rimane è il calore di una lampadina dimenticata accesa un venerdì sera mentre ci si affretta a partire. Cos’è? .. perchè quella casa è illuminata? Sono giorni che non si vede nessuno. Sono andati tutti via sotto la pioggia scrosciante, sono andati via dopo lo squillo del telefono e dall’altra parte hanno annunciato «è morto, non ce l’ha fatta» Sono scappati come dei ladri, in fretta. Si vedevano ombre che caricavano tutto in auto. Buttavano dentro ogni cosa presa con l’affanno addosso di chi vuole fuggire e andare lontano.

«Ma che è successo?» ..

Sono andato nel giardino di quella casa quando la pioggia ha smesso di cadere, il cielo si è aperto ed un fascio di luce filtrava dalle nuvole. Sono entrato dalla porta di servizio, era semi aperta. Ho raggiunto quella lampadina accesa evitando gli oggetti che avevano lasciato cadere a terra mentre svuotavano mensole e cassetti: quadri, fotografie, oggetti, portaritratti con vetri frantumati che tagliavano sorrisi di un tempo cambiato per sempre.

L’ho spenta. Era bollente. La casa era ormai buia alle mie spalle.

«Perchè l’hai spenta?»Mi chiesero a casa.

«Nulla deve rimanere acceso quando si va via»…

Passarono gli anni e nessuno tornò. La casa fu inglobata dalla natura selvatica eppure sembrava di intravedere un bagliore di notte simile a quello della lampadina. (Impossibile, l’ho spenta)

Una notte andai a controllare, ormai non esisteva più nulla e la polvere aveva ricoperto tutti i colori di ogni cosa con una patina grigia talmente spessa da non far intravedere quadri, foto, orologi e oggetti.

Controllai la lampadina, era spenta e stranamente pulita, senza la minima patina di polvere. Il suo colore candido era l’unico che si potesse scorgere in tutto quel grigio ed a volte i riflessi dei fari delle auto che sfrecciavano in strada la colpivano e la luce si rifletteva creando giochi assurdi. Bagliori.

(Ma è troppo pulita) mi dissi

Allungai la mano per toccarla. Era calda.

Successe davvero quella notte

“È morto non ce l’ha fatta” gli dissero al telefono. Scapparono senza nemmeno aspettare la celebrazione dei funerali. Scapparono subito dopo che gli comunicarono che il loro figlio era morto.

Fuggirono in un altro mondo in cerca di consolazione, lasciarono tutto..

E la luce rimase accesa. Giorni dopo fu spenta. Anni dopo era ancora calda.

Il suo calore sono i ricordi.

Non vanno via.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: