A te. A Michele

Quando sei arrivato in quel postaccio eravamo giovani come te. Erano i primi anni del nuovo millennio, era l’inizio di un’esperienza che sarebbe durata oltre un decennio e già che siamo nel 2018 a breve saranno vent’anni.

Eravamo tutti coetanei e come noi avevi la stessa voglia di uscire e scatenarti. Ricordi come eravamo? si usciva insieme dopo il turno e lo spogliatoio dove riponevamo le nostre divise sembrava quello di un centro benessere. Chi si faceva la doccia, chi stirava mentre accanto le ragazze si truccavano e sistemavano i capelli. “Ragazzi! Voi siete fuori ma siete belli» Sorridevi! Non so come tu abbia fatto ma sei entrato prepotentemente nella vita di ognuno di noi, i tuoi ricoveri erano un modo per viverci ma tu avevi in mente qualcosa. Eh si! Volevi portarci fuori e l’hai fatto.

«Vi voglio all’inaugurazione del mio locale! Niente scuse»

«Dai, ragazzi organizziamoci.. andiamo»

Ricordo quella sera, ore di strada e ricordo la nebbia. La macchina carica, si rideva, eravamo entusiasti della tua riuscita.

Che seratona! Saltammo tutti insieme sino all’alba perdendoci in un drink tra le luci psichedeliche sino all’alba.

E poi?

Sei tornato in quel postaccio. L’ospedale. Era Natale, uno dei tanti che ti sei fatto con noi e quella mattina alle sei del mattino dopo una notte passata a chiacchierare.

«Uhe! Sei già sveglio? Dai facciamo il prelievo» era natale e tu guardavi verso la finestra, ti fissavo mentre le provette si riempivano

«Ho finito!.. dai, dormi ancora. E’ presto»

«Quando torni?»

«Ci vediamo il 27» risposi mentre me ne andavo. Ma tu hai urlato

«Ehi coglione esaurito, nemmeno gli auguri mi fai?»

«Passa un buon natale, Auguri pizzarró»

«Capirai che buon natale»

Appunto, gli auguri non volevo farteli perchè sapevo la risposta, sapevo non sarebbe stato un buon natale in un letto d’ospedale. Era quello accanto alla finestra, seconda sala a sinistra con vista panoramica su Taranto. Eh si! Buon … si puó dire buon a qualcuno, uno che diventa amico e che lasci alle spalle mentre stai andando via a casa?

Buon natale un cazzo, appunto.

Tra un ricovero e un altro tutto cambiava nei giorni di ognuno di noi. Mesi dopo, un giorno

«ueh ueh, fermi tutti! Devo fare la comparsa nel film di Mel Gibson “the passion”.. sono tra i soldati romani” e caspita, ogni tanto lo vedo per scorgerti.. non ti trovo. Ricordo ci sei stato per tutta la durata delle riprese e ci chiamavi per raccontarle.

Come tuo solito volevi sapere di ognuno di noi “Bhe! Raccontatemi, che è successo in mia assenza?»

«Ehh dunque, alcuni si sono trasferiti, notizia eclatante il Francesco diventa papà»

«Madre santissima che cazzo ha combinato? Non sapevo nemmeno si frequentasse con qualcuna»

«Ehhh, non lo sapeva nessuno questo è il bello, la tipa la conosci! È in questa squadra…

«Nooooo!! Ora che lo vedoooo»

E mi hai visto comprar casa, allestire il tutto per il nuovo arrivo che non arrivò mai. Cose che capitano.

«Ehi tu! Una sera organizziamo una cena a casa vostra, voglio vederla» non era una domanda. Era una richiesta.

Organizziamola, si.

L’abbiam fatta davvero, respiravi a malapena cominciavi a non essere più tu.

Ricordi la scala? Ti portammo in braccio io e P. , troppo ripide quelle scale. Eri un re mentre seduto sulle nostre braccia salivamo un gradino per volta.

«Forza ragazzacci! Un due! Un due!

«ahhh! E qui che si nasconde il Caprino e consorte dopo il lavoro? Bella casa Fra’, bella! Calda e accogliente»

«Dai siamo arrivati, scendi che pesi come uno stronzo» bello tu comodo comodo e noi sfiniti senza respiro.

La cena era sul terrazzo panoramico.

«Che si mangia Fra’?»

«Guarda, giusto una spaghettata con aglio, olio e peperoncino. Stiamo insieme e basta»

«Matepossino almeno! Il peperoncino!! Lo sai che ho la bocca tutta sanguinante? Come cazzo faccio?» e nel rumore delle risate per la dichiarata distrazione ecco pronto il piatto per te: spaghetti al burro.

Fu una serata lieta sul terrazzo di casa nostra ancor prima dell’arrivo di questi tre e ciò che conservo di quella sera è questa foto, le scale fatte seduto sulle mie braccia, alcune risate e battute che sigillavano una profonda conoscenza: amicizia. Sicuramente volevi veder casa prima di andar via qualche mese dopo, volevi essere uno di noi ma tu lo eri già da sempre tanto da non farci accorgere più della malattia. (Appunto preparammo la spaghettata piccante quella sera, eri sano 😀 )

Abbiam fatto solo una capatina per farti visita quando tua mamma ci disse “Sta morendo” siam passati, qualcuno di noi ti ha chiamato e tu con gli occhi sgranati non lo riconoscesti nemmeno. Io no, non ti ho chiamato. Sono rimasto sull’uscio di quella camera e non ho dato voce. Ho fatto fatica a dimenticare il tuo volto di quel giorno.

“Vai, vai in fretta” eri già altrove.

Dopo di te ognuno di noi si è difeso come poteva per difendersi da quelli dopo di te. Ma tu eri tu. Eravamo giovani assieme a te ed abbiamo avuto i tuoi giorni nella circostanza. Ma che importa come? È bello che avvenga una tale amicizia.

Se mai c’è un dove ed un sei spero ogni tanto ti sia affacciato sulle nostre vite in qualsiasi dove tu sia approdato in quel dì di settembre 2004.

A te,

viandante passato di qua. Ogni tanto appari in un sogno per giocar a nascondino, proprio come stanotte.

Nulla svanisce e nulla muore.

Il tuo nome è Michele

E se gli venisse in mente di chiedere ancora «Ragazzi, novità?»

Ci sono infinite novità: la squadra che hai conosciuto in parte si è disgregata. Ognuno ha seguito la propria strada, oggi ci sono i nuovi e sono quelli giusti. Sembriamo noi ai tempi del tuo passaggio.

E tutto si ripete.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: