Passione

Accadde tutto velocemente tanto che nessuno se ne accorse di quanto fossero simili nella loro natura più selvaggia.
«Piacere, io sono Tony» «Piacere, Amelia»
Elettricità già alla stretta di mano, brividi al suono della voce, fermento dei passi con gonne a bandieruola da scoprire solo le caviglie di Amelia, un chimica e biochimica perfetta, sguardi incollati nonostante fossero sposati e con figli. Non c’é coscienza che tenga e né morale che possa frenare l’unione che sarebbe avvenuta con il loro corpi da li a poche ore dopo. Entrambi si resero conto di quanto mancasse nelle loro rispettive vite, di quanto fossero vivi nella carne nonostante si fossero convinti di essere spenti sotto le lenzuola della propria casa.
Dopo arrivarono i sogni, con il terremoto delle emozioni, Toni ed Amelia persero il controllo della ragione, ormai quella chimica così perfetta come lo erano il loro corpi tra le pieghe aveva rotto gli argini dell’autocontrollo e non restava altro che abbandonarsi. Si infiammarono le loro immaginazioni, visionando le tavolate e progetti con dei figli, un unico mondo che racchiedeva nell’insieme i propri dal quale provenivano.
«Noi apparteniamo a due mondi, ogni tanto ci avviciniamo sul confine e poco alla volta stiamo compiendo dei passi» diceva Amelia. Tony ascoltava e quasi non credeva stesse accadendo davvero, per la prima volta sognava, si sentiva ispirarto, vivo.
È bello tornare all’aperto e senza saperlo iniziare giocare o ballare, poco importa se piova o meno, l’intorbidimento dei sensi di tutta la propria carne distacca totalmente dalla percezione del mondo esterno, non è più lo stesso mondo di prima ma è un luogo senza gravità, senza un sotto e nemmeno un sopra senza senso, il senso appartiene a chi ci è immerso.
Amelià più di Tony era una sognatrice e quando ne sentiva l’odore di nuovi sogni li insegue senza se e senza ma, non resta imprigionata in nessuna promessa che puó aver fatto, la scioglie e va via. E Tony?
La lascia andare, tanto è grande il suo amore tanto è infinita la gratitudine verso la sua stessa vita che gli ha concesso di vivere ció che ha sempre desiderato, immaginato credendo non sarebbe mai successo. Si convince sempre più di quanto possa essere fortunato per aver conosciuto le svariate forme dell’amore: quello fatto di chimica, passione che stravolge i piani ed il proprio mondo, quello fatto di stima quale l’amicizia, quello costruttivo fatto di lunga condivisione e costruzione dell’edificio famiglia che cambia, si trasforma, si evolve in base alla vita che ognuno vuole vivere quando si trova ad evolversi innanzi alle svariate trasformazioni che la vita ci pone, scoprendo una parte troppo profonda ne impedisce il proseguo di sempre. Quella parte è una mandria di cavalli, quelli liberi di correre sui prati, le colline, in riva ai laghi oppure i fiumi da attraversare.
È pur sempre un viaggio oltre se stessi senza mai perdere la strada del ritorno, perdersi preclude le svariate possibilità che possano avvenire per vivere ancora, ancora, e ancora divorando le emozioni come un vorace affamato dopo un lungo digiuno.

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