Tuffi in quarantena


Avete mai pensato di fare qualcosa che avete fatto venticinque anni prima? Oggi l’ho fatto io. Era l’anno del militare, vagavo tra l’infermeria e la cucina della caserma ed è stato in cucina che ho imparato a cucinare per bene, di tutto di più. I miei compagni di camerata stupefatti «Na, l’infermiere in cucina, ma uaglió cosa non sai fare?» Mi trattavano bene anche perché pisciavo al loro posto per gli esami di controllo, se avessero fatto il paragone delle urine avrebbero notato uguali risultati. Dopo passai come graduato di giornata, non vi dico, anzichè in marcia li portai tutti alla ce mi ni futt all’alzabandiera mattutina (non quella perversa che state pensando ma quella di Patria con il tricolore) solo che la sfiga maledetta volle che si incepparono le corde e lasciai la bandiera a mezza asta. Oh! Successe il putiferio, chi cavolo sapeva che era un segno di lutto o disastro nazionale?
Vabbè ma il succo è proprio alla cucina, per mesi non mangiavo altro che pancarré doppi, panati, con sottiletta e fritti sempre nello stesso olio. Solo quelli.
«uaglió, ma tutti i giorni fritto mangi? il fegato!»
Mah! stava bene il fegato e come io sia arrivato a a 44 senza calcoli o un cancro che mi uccidesse davvero non si spiega. Ci vuole ben altro per ammazzarmi mi sa ma credo che uno come me non lo vuole nè il diavolo e nemmeno cristo. Non saprebbero dove mettermi, non esiste girone per sistemarmi. (meglio così, è presto per morir)
Erano buoni quei panini fritti ma buoni davvero, ed oggi ho improntato una roba del genere ricordando il cuoco che m’insegnó a farli.
Due fette di pancarrè insuppate nel latte, sottiletta al centro, strizzatura per incollare, immersione nell’uovo sbattuto da una faccia e l’altra e panatura. Frittura. Doratura uguale, perfetta.
Lo stupore è stato scoprire lo stesso sapore, tra il croccante della frittura, il pane morbido che si scioglie in bocca e la sottiletta calda al centro. Il sapore è stato un viaggio.
A tavola oggi avevo 19 anni, gironzolavo nella carsema, combinavo marachelle, scrivevo lettere alla fidanzatina di turno e cartoline a tutti. I ragazzi mentre assaggiavano ‘sta roba hanno sentito la storia, da dove realmente proveniva questa novità.
Figlio 3 «Papà, ma tu a 19 anni sei andato in guerra?»
«Ma che guerra e guerra, la guerra la sta a fa’ ora papà»
Figlio 2 «Buoni pa’, ora vado in giardino a smaltire, gioco con Godzilla»
«Se passa Iron Man mandamelo che mi serve un pezzo di ricambio dell’armatura, se arrivano i fantastici 4 mandami Sue, la donna invisibile, voglio fare esperimenti invisibili, quest’era visiva mi ha stancato»
«Che esperimenti?» chiede sempre il 2
«È presto ancora, più in là te li spiego»
Ride
Figlio 1 «Saziano parecchio pa’, credo sia dovuto ad un’espansione del pane che inzuppato al latte durante la frittura aumenta il suo volume»
«Ti prego studia meno la matematica tu, usa il cuore ogni tanto, non seguire il mio esempio che ho fatto disastri inimmaginabili»

Il militare, che tempi strani.
I tempi di ora sono diversi, questo sono io, nè al centro nè di lato, semmai in fondo in ultima fila, il posto che preferisco e se ti volti mi vedi. Sei mi dai tempo magari faremo un falò sulla spiaggia e balleremo tutti sino all’alba, a piedi nudi.

3 risposte a "Tuffi in quarantena"

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